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Studio Legale Mezzena

Codice della strada

Codice della Strada: novità in arrivo, ma in alcuni casi la reale applicabilità è ancora incerta

In attesa che il Decreto Legge dello scorso aprile sia convertito in Legge, diventando così realmente operativo, passiamo in rassegna le principali novità che dovrebbero (il condizionale è sempre d’obbligo fintanto che una legge non entri in vigore) essere introdotte nel Codice della Strada.


Uso dello smartphone al volante, patente sospesa alla prima infrazione

Tema dolente e dibattuto è quello dell’uso del cellulare al volante (senza ausilio di auricolari o vivavoce quindi impegnando una mano, anche per inviare o leggere messaggi), una pericolosa abitudine già vietata, ma che al momento prevede la sospensione della patente soltanto se l’infrazione sia accertata una seconda volta entro due anni dal primo episodio.

Con la nuova normativa la sospensione, cioè il ritiro, della patente sarà contestuale alla prima infrazione, evitando l’obbligo di verificare se si tratti del primo caso negli ultimi due anni, cosa non sempre fattibile in poco tempo, se ad esempio l’eventuale prima infrazione sia stata accertata da un corpo di polizia differente. Sarà poi il Prefetto a stabilire la durata della sospensione da uno a tre mesi. Mentre non è ancora definito se la sanzione pecuniaria (oggi è 161 euro) e il numero di punti ritirati (oggi sono 5) aumenteranno, certo è che l’automobilista colto in flagranza non potrà usufruire dello sconto del 30% per il pagamento della sanzione entro i 5 giorni.


L’assicurazione dei veicoli circolanti controllata a distanza

Un’altra novità riguarderà la verifica automatizzata della validità dell’assicurazione dei veicoli circolanti. Già da tempo non è più obbligatorio esporre il contrassegno in quanto la verifica può avvenire attraverso una apposita banca dati, ma in caso di controlli è comunque necessario poter esibire la prova che il veicolo sia regolarmente assicurato. Con i controlli a distanza mediante una sorta di autovelox ciò potrà avvenire senza fermare il mezzo. C’è però il problema della certezza dell’aggiornamento dei dati consultati in tempo reale, ancora non garantita. Ciò significa che una multa recapita a casa potrebbe sempre essere contestata dimostrando che in realtà al momento della rilevazione il veicolo fosse assicurato, magari con perfezionamento dell’operazione compiuto poco prima, di conseguenza l’unica procedura possibile sarebbe quella di convocare l’automobilista per mostrare eventualmente la prova dell’avvenuta assicurazione.

Inoltre, a livello sanzionatorio, al momento vi è la possibilità di ridurre a un quarto la pesante multa di 849 euro, nel caso in cui entro 30 giorni si provveda ad attivare l’assicurazione o a demolire il veicolo, cosa che impedisce di stabilire l’importo nel momento in cui si accerti l’infrazione. E’ necessario garantire quella uniformità che consenta di applicare le novità.


La norma salva ciclisti di difficile applicazione

Per tutelare gli utenti deboli della strada quali sono i ciclisti, sarà fatto obbligo di superarli solo in presenza di condizioni di sicurezza, quantificate in almeno un metro e mezza di distanza in fase di sorpasso. Ora, come si potrà verificare il rispetto di tale distanza è un mistero, a meno che, in caso di incidente, non vi siano state delle telecamere che abbiano ripreso la scena. Inoltre, ci sono strade e strade, in cui è impossibile superare un ciclista rispettando la distanza indicata. Come spesso accade, la norma astratta si scontra con la realtà…


La revisione dei veicoli

Dopo tante incertezze finalmente una certezza, che però sarà operativa dal 20 maggio 2018, per uniformarsi alla Direttiva Europea che introduce il Certificato di garanzia del chilometraggio per evitare la truffa dello schilometraggio delle vetture in fase di vendita. Una voce specifica nel modulo compilato in sede di revisione certificherà il numero dei chilometri alla presenza di un ispettore esterno all’officina autorizzata che esegue la revisione. Un passo importante per porre un freno a un malcostume truffaldino che mettere a rischio la sicurezza stradale e delle persone, oltre che fare male all’ambiente. Certo, nulla vieterà di metterla in pratica prima della revisione, ma sicuramente il fenomeno sarà ridotto. Resta invariata la frequenza della revisione: quattro anni dopo l’immatricolazione e poi ogni due anni entro il mese di immatricolazione.